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Los Roques

Informazioni generali

In questa pagina forniremo una serie di informazioni basilari sull'arcipelago di Los Roques, in Venezuela.
Innanzitutto è importante sapere che, per accedere al parco, è richiesto il pagamento di una tassa di circa 20$ (la tariffa oscilla in base al cambio) pagabile all'arrivo ad un apposito sportello nelle immediate vicinanze della pista di atterraggio. Questa tassa, destinata a un fondo per la tutela e la salvaguardia del parco, autorizza il turista a visitare circa la metà del parco. L'altra metà è a "protezione integrale" e non può essere visitata a meno che non si disponga di uno speciale permesso rilasciato dall'autorità unica dell'isola per scopi scientifici o di ricerca. La zona a protezione integrale è stata costituita per proteggere le numerose specie di corallo, di crostacei, di molluschi e di pesci che abitano l'arcipelago.
Di seguito forniremo altre informazioni riguardanti: la storia, la geografia, i servizi e collegamenti, il clima, le attività e le possibilità di alloggio.

Clima Los Roques

Il clima dell'arcipelago di Los Roques è di tipo tropicale, lo stesso che contraddistingue l'intero mar dei Caraibi. Il meteo a Los Roques è influenzato dalle correnti oceaniche del golfo, le quali contribuiscono a mantenere la temperatura dell'acqua compresa tra i 21° e i 30°.
Il clima di Los Roques, come quello delle altre isole del sud Caraibi, si diversifica rispetto a quello del centro/nord Caraibi per l'assenza di uragani: infatti l'arcipelago di Los Roques non è soggetto a questo tipo di fenomeni metereologici, inoltre a Los Roques non esiste una vera e propria stagione delle piogge, le condizioni metereologiche anche nel periodo considerato umido (da giugno a novembre) non destano alcuna preoccupazione per i numerosi turisti che si recano in Venezuela in questo periodo dell'anno. Di fatto le precipitazioni si limitano a pochi rovesci, brevi ma intensi (la media delle precipitazioni è di circa 250mm/anno), che non scoraggiano alcuna attività marittima, compresa la navigazione a vela.
Previsioni meteo Los Roques

La storia di Los Roques

Grazie agli studi di una coppia di archeologi, che hanno passato più di venti anni a Los Roques, possiamo ricostruire la storia pre e post Colombiana di questo luogo, apparentemente sperduto nel Caribe, ma ricco, nel suo piccolo, di storia e fascino. Questi due archeologi sono Marlene e Andrzej Antczak e nel loro libro "Los idolos de las islas prometidas: arqueologia preispanica del archipielago del Los Roques" hanno ricostruito la storia dell'arcipelago.

Los Idolos de las Islas Prometidas

Statuette e utensili rinvenuti durante gli scavi, testimoniano che i primi gruppi di indios provenienti dalla costa Venezuelana si insediarono nelle isole di Dos Mosquises, Cayo Sal, Gresky, Rancho Ingles e Sebastopol già 1.000 anni fa. La ragione per cui queste popolazioni decisero di affrontare più di 120 Miglia per stanziarsi in un luogo così poco accessibile rimangono oscure: infatti la ricerca di risorse ittiche sembrerebbe non essere sufficiente a giustificare spostamenti così lunghi e faticosi.
Non vi sono oggetti o resoconti che testimonino la presenza di questi gruppi indigeni all'arrivo degli europei, pertanto si presuppone che queste popolazioni avessero già abbandonato l'arcipelago prima della scoperta da parte dei conquistadores. Le prime testimonianze di civiltà europea risalgono al quindiciesimo secolo, quando Los Roques divenne un punto di sosta per pirati, navigatori ed esploratori provenienti principalmente dalle attuali Antille Olandesi. Los Roques comparve per la prima volta sulle carte spagnole nel 1529, nel 1589 Diego da Osorio, il governatore della provincia di Venezuela, prese il possesso ufficiale del territorio.
Il 18° e 19° secolo contraddistinsero lo svilupparsi di Los Roques per i commerci legati ai cercatori di perle e all'esportazione del guano. Importantissimo per lo sviluppo dell'economia locale fu l'accordo stipulato nel 1892 con il governo delle Antille Olandesi, il quale inviò personale per incrementare l'esportazione di sale e di guano. Proprio in questi anni vennero coniati i nomi delle principali isole e Cayos, i cui nomi derivano appunto dal Papiamento, lingua originaria delle Antille Olandesi. Questo commercio durò solo pochi anni, dopo i quali l'arcipelago restò pressochè abbandonato.
Solo nel 1910 grazie alla migrazione di alcuni abitanti provenienti dall'isola Margherita e interamente dediti alla pesca si iniziò a costruire il pueblo di Gran Roque così come lo conosciamo oggi. Nel 1972 venne dichiarato parco nazionale al fine di preservarne la bellezza naturale che lo contraddistingue e iniziò un moderato flusso turistico che è andato incrementandosi fino a contare, ad oggi, centinaia di visitatori che affollano Los Roques nei periodi di alta stagione.

La geografia di Los Roques

L'arcipelago di Los Roques, in Venezuela, conta 42 isole maggiori e più di 200 tra isolotti e lingue di sabbia, di cui solo una, isla el Gran Roque, è abitata da una comunità di circa 800 persone, per lo più dedite al turismo. Los Roques è situato circa 120 Miglia a nord del litorale Venezuelano, tra 11°43' e 11°58' latitudine nord e 66°35' e 66°57' longitudine ovest. Los Roques mappa dell'arcipelago
La caratteristica principale dell'arcipelago di Los Roques, le cui origini risalgono all'era del cretaceo superiore, è l'imponente barriera corallina che si estende per ben 24Km sulla parte est dell'arcipelago, la cui presenza garantisce una protezione naturale contro gli alisei che soffiano regolarmente da est. I frequenti uragani che caratterizzano il Caribe non arrivano pressochè mai a Los Roques grazie appunto alla protezione naturale di cui gode.
L'interno dell'arcipelago si può sostanzialmente dividere in due parti: est ed ovest. Al centro, troviamo la "ensenada de los corales" o "bajo de los corales", un'area caratterizzata da fondali bassissimi (talvolta inferiori ai 50 centimetri) e pertanto non praticabile dalle imbarcazioni.

Servizi e Collegamenti

Per raggiungere l'arcipelago di Los Roques, esiste un solo mezzo di trasporto: l'aereo. Troviamo regolari collegamenti giornalieri con l'aereporto Simon Bolivar di Maiquetia, Caracas (45 min di volo) e 4 collegamenti settimanali con  l'aereoporto Santiago Mariño di Porlamar, all'isola Margherita (1h e 15min di volo). A Los Roques non esiste un vero e proprio aereoporto, ma una pista di atterraggio sorvegliata da una piccola torre di controllo. Non esistono voli serali perchè la pista non è illuminata. Gli aerei che offrono collegamenti con Los Roques sono di dimensioni contenute (un massimo di 30 passeggeri) e sono bimotori o quadrimotori turboelica.
Un alternativa per raggiungere l'arcipelago è la barca, ma non ci sono traghetti o imbarcazioni per trasprto passeggeri che offrono colegamenti regolari con l'arcipelago, pertanto chi volesse raggiungere Los Roques con una barca dovrà partecipare ad un tour o possedere un imbarcazione privata.
Los Roques, dato l'esiguo numero di abitanti, non offre molti servizi, ma tra questi possiamo annoverare: una piccola banca, un medico di base (per qualsiasi emergenza si utilizza l'ospedale di Caracas), un asilo e una scuola primaria.